LA SVOLTA

Così l’artista racconta la sua ultima fase evolutiva: «Erano ormai parecchi giorni che non riuscivo a terminare una tela; in particolare un ulivo l'avrò dipinto, cancellato e ridipinto almeno dieci volte, e il risultato era sempre uguale. Ero insoddisfatto, quasi nauseato sia della riuscita che di me stesso. Ho capito che a forza di fare e di rifare le stesse tematiche avevo perso l'entusiasmo, mancavo di stimoli, e che la mia pittura stava perdendo vigore, motivazione. Quel giorno mi ero reso conto di non 12
divertirmi più. Mi ero disamorato del modo di esprimermi che tante soddisfazioni mi aveva dato e che aveva trovato tanto consenso e ammirazione tra i collezionisti; per me dipingere era diventato solo un fatto meccanico. Avevo perso il bandolo della matassa e dovevo cambiare morfologia alla mia pittura, dandole una nuova sintassi. Avevo chiara la percezione che la società di oggi rifugge dalla realtà come rifugge da cliché quali famiglia, amicizia o religione, sentiti come un obsoleto fardello. Perché allora non darle quello che cerca, ma usando una diversa grammatica, una diversa punteggiatura e utilizzando aggettivi e sostantivi molto vicini all’attuale modo di pensare e vivere? Ecco allora che quegli esperimenti che ogni tanto mi divertivo a fare, si sono ripresentati molto più stimolanti che mai. Sergio Spadaro, nel 2007 l'aveva intuito tanto che, nella presentazione del catalogo scrisse: “Ed era proprio per evitare ogni caratterizzazione stereotipica della sua pittura, che Burgio- già allora- iniziava a voltar pagina con un gruppo di opere che adesso, costituitesi in un nuovo e nutrito corpus, possiamo affermare che sono la sua nuova “maniera”, un diverso modo di rappresentare la realtà.” Sì, infatti io da tempo inserivo i rifiuti tra le mie opere e a poco a poco mi convincevo che invece di inserirli avrei dovuto utilizzarli al posto dei colori. Ho cominciato a fare il rigattiere delle discariche, il cui negletto materiale cominciai ad incollare sulle mie tele e così iniziò la “Svolta”. E ho ripreso a divertirmi col lavoro».

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